Romanés | Paolo Poce

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Sono “figli del vento”, sono zingari. Non esiste popolo capace di unire quasi tutti, da destra a sinistra, nell’unanime pregiudizio verso di loro. Eppure nella fantasia comune li vediamo come un popolo fiero e orgoglioso del proprio vagabondare, come un popolo magico e misterioso. Poi però se una roulotte si ferma nel nostro quartiere ci allarmiamo, o se in metropolitana si avvicina una donna rom, ci allontaniamo e la guardiamo con sospetto. Prevale il mito negativo, sempre. Noi “gagè” (i non zingari), non sappiamo nulla di loro, della loro storia millenaria e della loro antichissima cultura, ci basta il “sentito dire” per dichiararli colpevoli, di furto, di sfruttamento dei bambini, di malavita, di violenze e chi più ne ha più ne metta.

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Descrizione

Paolo Poce nasce a Roma nel 1973. Inizia a fotografare alla fine degli anni‘90, diplomandosi alla scuola C.F.P. Riccardo Bauer di Milano, città dove vive e lavora. Si interessa da subito a tematiche socio-politiche, realizzando con Dropout – officina dell’immagine – casa di produzione di cui è socio fondatore, diversi documentari. In questo periodo entra in contatto con Opera Nomadi Milano, realizzando insieme a loro documentari sulle comunità sinti e rom presenti a Milano. “Racav Lavor” 2001 di Marco Carraro, Emiliana Poce, Paolo Poce e Francesco Scarpelli sul tema del lavoro all’interno dei campi rom milanesi. “Mi sun Romanes” 2002 di Paolo Poce e Tiziana Cantarella (premio della critica al festival Sguardi Altrove) uno spaccato di vita delle comunità rom su testo di Carlo Cuomo. “Porrajmos” 2005 di Paolo Poce e Francesco Scarpelli, documentario sull’olocausto subito dalle popolazioni rom. Contemporaneamente ha collaborato in qualità di fotogiornalista con l’agenzia fotografica Emblema pubblicando sulle maggiori testate nazionali e internazionali. Attualmente si occupa di fotografia di architettura e ritratto.

Informazioni aggiuntive

Peso 0,69 kg