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Carlo Orsi

Carlo Orsi è stato un fotografo italiano di grande talento, nato a Milano l'8 marzo 1941 e scomparso il 31 maggio 2021. La sua carriera si è sviluppata nell'arco di diversi decenni, durante i quali ha saputo catturare con il suo obiettivo non solo le trasformazioni della società italiana, ma anche lo spirito di Milano, la città che ha sempre amato e raccontato attraverso la fotografia.

Il percorso di Carlo Orsi nella fotografia è iniziato con un'importante esperienza formativa: l'apprendistato con il celebre fotografo Ugo Mulas, una figura chiave della fotografia italiana del dopoguerra. Grazie a questa collaborazione, Orsi ha acquisito una solida conoscenza della tecnica fotografica e ha sviluppato uno stile che univa il rigore del reportage con una straordinaria capacità di osservazione.
Negli anni Sessanta, Carlo Orsi ha iniziato a lavorare come fotoreporter per alcune delle più importanti riviste italiane dell’epoca, tra cui "Panorama", "Il Mondo" e "Oggi". Attraverso il suo obiettivo ha documentato eventi storici, personaggi di spicco e momenti di vita quotidiana, contribuendo con i suoi scatti a raccontare un'Italia in piena trasformazione.

I suoi reportage si distinguevano per il forte impatto visivo e per la capacità di cogliere la profondità umana dei soggetti ritratti. Ogni immagine di Orsi non era solo una fotografia, ma un racconto visivo che parlava di emozioni, contesti e cambiamenti sociali.
Oltre al fotogiornalismo, Carlo Orsi ha lasciato un segno anche nel mondo della moda e della pubblicità. Ha collaborato con importanti marchi come Ducati, Omsa, La Perla e Cassina, contribuendo a creare immagini iconiche che ancora oggi vengono ricordate per la loro eleganza e potenza espressiva.
La sua fotografia pubblicitaria si distingueva per un approccio artistico e raffinato, in grado di valorizzare il prodotto senza mai perdere la forza narrativa dell'immagine. In un'epoca in cui la fotografia di moda e pubblicitaria stava evolvendo, Orsi è stato capace di coniugare creatività e tecnica con uno stile unico e riconoscibile.
Se c’è un elemento che ha caratterizzato il lavoro di Carlo Orsi, è sicuramente il suo profondo legame con Milano. La città è stata una fonte di ispirazione costante e uno dei soggetti principali delle sue fotografie.
Attraverso il suo obiettivo, Orsi ha raccontato Milano in tutte le sue sfaccettature: dai quartieri popolari ai grandi palazzi, dalle strade affollate ai momenti più intimi della vita quotidiana. Ha saputo immortalare i cambiamenti urbanistici e sociali della città, restituendone un ritratto autentico e senza tempo.

Nel 1997, insieme a sua moglie Silvana e a un gruppo di intellettuali e artisti tra cui Guido Vergani, Emilio Tadini, Gianfranco Pardi e Giorgio Terruzzi, ha fondato la rivista "Città". Questo progetto editoriale aveva l'obiettivo di raccontare Milano attraverso la fotografia in bianco e nero, valorizzando il potere evocativo delle immagini e la capacità della fotografia di testimoniare la storia e l’evoluzione di una metropoli.
"Città" rappresentava un punto d’incontro tra fotografia, arte e narrazione urbana, diventando un'importante testimonianza visiva della Milano di fine millennio.

A dimostrazione del grande contributo di Carlo Orsi alla fotografia e al racconto visivo della sua città, nel 2024 il Comune di Milano ha organizzato una grande retrospettiva dedicata al suo lavoro. La mostra, intitolata "Miracoli a Milano. Carlo Orsi fotografo", è stata allestita a Palazzo Morando e ha ripercorso la sua carriera attraverso un’ampia selezione di immagini.
Questa esposizione ha reso omaggio alla sua straordinaria capacità di catturare la realtà, restituendo ai visitatori uno sguardo unico e profondo sulla Milano che Orsi ha amato e raccontato per tutta la vita.

Oggi, il lavoro di Carlo Orsi continua a ispirare nuovi fotografi e appassionati di fotografia. Le sue immagini restano una testimonianza preziosa della storia italiana e del ruolo fondamentale che la fotografia può avere nel documentare il cambiamento sociale e culturale.
Attraverso il suo obiettivo, Orsi ci ha lasciato un patrimonio visivo che va oltre il semplice scatto: ogni sua fotografia è un frammento di storia, un'emozione cristallizzata nel tempo, un invito a guardare il mondo con occhi più attenti e consapevoli.